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lunedì 1 dicembre 2008

Ma è l'Onu o il circo Barnum?

http://multimedia.quotidianonet.ilsole24ore.com/data/images/gallery/2008/8523/8UnmomentodeldiscorsodelPapaallOnu.JPG

Il Vaticano che parla di "scongiurare" possibili discriminazioni per gli stati che non riconoscono le unioni gay, se l'ONU depenalizzasse il "reato" di omosessualità è un po' come se un mafioso si lamentasse della mancanza di misure contro scippi e borseggi...

E' interessante vedere come la linea scelta da un manipolo di repressi sessuofobici è quella dell'allineamento alle legislature di paesi dal piglio fortemente democratico e liberale come il Sudan, lo Yemen, l'Angola,l'Uzbekistan,l'Iran...


La cosa bella è che tale padre Lombardi, sciuscià cardinalizio messo a capo della sala stampa vaticana, esterna...Ed esterna di brutto: "l'iniziativa in questione non vuole solo depenalizzare l'omosessualità, ma rischia di porre sullo stesso piano qualsiasi orientamento sessuale".
Non sia mai che qualcuno possa avere la libertà di vivere la propria sessualità senza per questo beccarsi frustate, carcere o qualche pallottola nella nuca...
E' tempo di rialzarsi. E di togliere le mani di preti e chierichetti dalle mutande della gente...

E infine il domandone finale : ma a che titolo il Vaticano parla all'ONU? Chi sono questi pagliacci per avere gli spazi di una nazione sovrana? Perchè a questo punto non far parlare all' ONU anche i testimoni di Geova,i seguaci di Quelo, le bestie di Satana, il mio salumiere e la Franzoni ?

sabato 1 settembre 2007

Intolleranza & Co.



Dipendesse da me affiggerei questa lettera scritta da un ragazzo milanese e pubblicata dal Corriere della Sera, su tutte le porte delle parrocchie d'Italia...

Ho appena terminato di leggere sul Corriere che il Policlinico ha lanciato lo stesso allarme di tutti gli anni. Questa volta però non credo realmente che ci sia tutto questo bisogno di gente buona che doni il proprio sangue per aiutare altri a sopravvivere. Circa due mesi fa mi sono recato al padiglione Marangoni armato di tutta la buona volontà possibile, noncurante della paura degli aghi e delle domande scomode alle quali mi avrebbero sottoposto, con un unico scopo: rendermi utile alla società nella quale vivo. Ho 28 anni, mi chiamo Massimo, non ho mai fatto uso di droghe, non sono anemico, non ho malattie importanti come tumori o diabete (grazie a dio), non sono sieropositivo, non ho mai avuto nessun tipo di epatite e non ho comportamenti a rischio per le malattie a trasmissione sessuale. Ma sono gay e non mi hanno permesso di donare il sangue. Il signor Sergio Casertelli si dice preoccupato perché quest'anno la raccolta delle sacche è scesa del 15%. Ma la dottoressa che mi ha vietato la donazione mi ha spiegato che il Policlinico non accetta donatori gay «a priori». Le ho fatto presente che a una persona in fin di vita non credo interessi con chi vado a letto ma solo se sono sano, ma mi ha risposto che «il Policlinico non è così alla frutta da dover accettare sangue anche dai gay». Per colpa di questa discriminazione, ci sono persone che magari lo avrebbero accettato il mio sangue, e non sapranno mai che io volevo darglielo.

E' vergognoso, stop.
La calura estiva e questo genere di notizie, per una volta, mi ha fatto passar la voglia di battagliare contro l'8x1000 e i privilegi fiscali della Chiesa.
Qui siamo di fronte ad una associazione eversiva e razzista, che istiga i propri affiliati all'odio su base razziale, culturale, religioso e sessuale.

E con l'aggiunta che permettiamo ai funzionari di questa multinazionale dell'affarismo e dell'intolleranza di intrufolarsi nelle istituzioni laiche ai massimi livelli.

E permettiamo loro di giocare con la vita dei malati.