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Visualizzazione post con etichetta mafia. Mostra tutti i post
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martedì 19 ottobre 2010

Nemmeno in Zimbabwe


L'incazzoso Masi (quello, per intenderci, che si faceva scrupoli a chiudere "ex-ante" le trasmissioni o anche quello del comizio di ieri a Porta a Porta) ora accampa (inesistenti) motivazioni economiche. Eppure il sonnacchioso Fazio, secondo me, ci aveva visto giusto :
Ci siamo messi a lavorare e abbiamo raccontato per filo e per segno all'azienda la trasmissione, nella quale Saviano avrebbe voluto parlare di mafia e politica, di emergenza rifiuti, di carceri, di ricostruzione all'Aquila, di delegittimazione e macchina del fango
La verità è che il solito modo per tappare la bocca a chi sai che potrebbe (o sai che sicuro) ti può sputtanare.
Che stiano tranquilli i baroni di Silvio: se riescono ad avere Cosentino, Dell'Utri e tanta altra gentaglia nei propri ranghi senza per questo perdere consensi, una trasmissione per quanto ben fatta difficilmente smuoverà le coscienze che non siano già smosse di loro...
La parola è una sola: connivenza.

martedì 11 maggio 2010

Tutto e il contrario di tutto



Prima Ciancimino jr era un visionario.
“Mio padre - ha spiegato Ciancimino illustrando il  biglietto - mi disse che questo documento, insieme all’immunità di  cui aveva goduto Provenzano e alla mancata perquisizione del covo di  Riina, era il frutto di un’unica trattativa che andava avanti da anni. Con quel messaggio Provenzano voleva richiamare il partito di Forza  Italia, nato grazie alla trattativa, a tornare sui suoi passi e a non  scordarsi che lo stesso Berlusconi era frutto dell’accordo”

Ora è un apostolo di Kim Jong Silvio.

Quando mio padre mi parla di lui, è il 22 luglio 1998. Sono io stesso a sollecitarlo, perchè quel giorno si leggeva di Umberto Bossi che diceva che Berlusconi è mafioso e viene a Milano con i soldi mafiosi. Mio padre mi dice a quel punto che Berlusconi è la più grossa vittima della mafia, ma soggetti vicini a lui sono a conoscenza di situazioni antecedenti alla sua discesa in campo e riescono ad influenzarne le scelte".
E comunque sia anche nei panni dell'apostolo ha suggerito che la corte dei vari Dell'Utri&C. è ben ammanigliata con Cosa Nostra. Ma l'importante è proclamare il martirio di Silvio.

domenica 9 maggio 2010

Ma va?


L'Italia è il paese delle targhe e delle onorificenze. All'atto pratico, però, non si fa mai nulla.
La storia di Peppino Impastato è nota a tutti  (beh....diciamo nota a qualcuno. Gli altri guardano l'Isola dei Famosi) , ma è una ben magra consolazione fare un titolone sulla targa di Impastato in casa Badalamenti, e poi in piccolo, senza nulla chiedere, aggiungere che i mafiosi stanno allungando le mani sui beni sequestrati.

La geniale collaborazione tra Tremonti che cerca denari e Angelino-youtube-Alfano che da novello don Chisciotte combatte contro le toghe politicizzate (prima erano semplicemente rosse) ha fatto balenare l'idea di mettere all'asta i beni dei mafiosi.

Lorsignori immaginano chi ha potere economico, politico e intimidatorio, specie nel Sud Italia, per far la parte del leone nelle suddette aste? Ma i mafiosi, ovviamente. O al limiti i politici al loro soldo.

venerdì 30 aprile 2010

Come ti valorizzo il made in Italy


Dopo il Canada,dove non molto tempo fa accadde una cosa simile, ora anche l'Australia conosce l'anacronistico funerale di un padrino.
E se tanto mi da tanto, credo che in giro per il mondo abbiamo ancora tanto da lavorare per scrollarci da dosso "Italia= Pizza, mafia e mandolino"...
Con un piccolo aggiornamento :la pizza oramai la fanno ovunque, il mandolino nessuno lo sa piu' suonare. La mafia, invece, è florida  e rigogliosa. Grazie a tutti coloro che si adoperano per questo.

martedì 27 aprile 2010

Mafia tempora currunt


Non c'è motivo o intimidazione che giustifichi manifestazioni pro-ndranghetisti.
Nessun boss locale sano di mente penserebbe che il consenso popolare possa cambiare qualcosa per la situazione penale del latitante catturato.
Non vorrei che sia un modo per dire " io c'ero...ti  ho difeso": un modo per marcare ulteriormente il territorio.

Finchè ci sarà gente, che scenderà in piazza per solidarizzare coi criminali di ogni ordine e grado, non si andrà da nessuna parte.

lunedì 5 aprile 2010

Sante cosche



Invece di occuparsi di banche e di conti cifrati, che pensassero ad usare il proprio peso politico per appoggiare la liberazione del meridione delle mafie: è bello a chiacchiere dire "no ai mafiosi in processione" ai piani alti, quando poi sparano alla porta delle ultime ruote del carro.
Sempre che interessi alla Chiesa inimicarsi le cosche...

domenica 21 marzo 2010

L'Italia (inesistente) in miniatura

Questo è l'unico ponte che collega la Sicilia e la Calabria.
Si trova nel milanese, in una specie di Italia in Miniatura in salsa brianzola.
La risoluzione non riesce a far apprezzare i dettagli: chissà se nel parco ci hanno messo anche i mafiosi in miniatura intorno al ponte...

mercoledì 10 marzo 2010

Italiani-pizza-mandolino? Magari...


La forma è quella del componimento, in un vago partenopeo. Ma la sostanza è dura, nuda e cruda, la stessa tempra della realtà.  Realtà che, a livelli differenti, può sperimentare chiunque abbia viva (non solo sulla carta di identità) l'Italia.
E dunque non posso non condividere e supportare CogitoErgoVomito:


La mia terra è una puttana pronta a tutto.Tollera il sangue. Ama il buio. Sfida la pioggia.
Qualcuno ogni tanto passa, la sputa in faccia e se ne fuje.
Ha ancora i segni dell’ultima violenza ma nun fà pe vuje.

La mia terra è una puttana che non ha emozioni.
Ansima ma non gode. Gioisce ma non ride. Chiagne ma senza lacrem.
Qualcun ogni tanto passa, prima la illude e poi la sfotte.
Ten ancor ò cazon acalat', ma chi vuoi che se ne fotte.

La mia terra è una puttana senza tempo.
Scorre contro un vetro. Cammina senza pier'. Corre senza vient'.
Qualcuno ogni tanto passa, la guarda e le mett' o scuorn 'nfacc.
Resta senza dignità, e nun s'accorg ca fa a fin e nu pagliacc.

La mia terra è una puttana sporca di dolore.
Puzza senza peccato. E' lurida senza rancore. E' 'na fogn senza addor.
Qualcuno ogni tanto passa, la ignora e le piscia dietro la schiena.
Ha la bocca sempre asciutta, ma ten' semp a panza chien'...

La mia terra è una puttana che fa pochi rumori.
Esulta ma non grida. Eiacula ma non s'arrapa. Arap e cosc' ma senza angosc'.
Qualcuno ogni tanto passa, e sa port a spass cù 'na cord'.
Se cresc e criatur senza latt, ma ten a bors chin e sord!

La mia terra è una puttana con tanti figli.
'Na strada senza 'na meta. 'Na gioventù senza 'na generazion. 'Nu futuro senza 'na ragion.
Qualcuno ogni tanto passa, persevera e concepisce.
L'ennesima mattanz, natù bastard senza speranz!

La mia terra è una puttana priva di sogni.
E' nù ciel senza stell. Na notte senza suonn. Na mamma senza cor.
Qualcuno ogni tanto passa, se ne innamora ma non la difende.
Ten 'e corn ma nun ten talent, nun camp felic... e 'nemmanc cuntent.

Ora se ne vengono....



E' strepitoso come riescano sempre a fare le vittime...
I comuni del Sud ( e non solo) sono tenuti sotto scacco da una criminalità organizzata che spesso non spara, ma "conosce" gli "agganci" giusti per persuadere, ad esempio, i commercianti a pagare il pizzo o la gente all'omertà.
E tra le "persone giuste" c'è sempre stata, in forme diverse, la presenza ecclesiastica.
E' ovvio che non possono essere inclusi i coraggiosi (e sparuti in numero) sacerdoti di frontiera che si schierano apertamente contro le cosche e che spesso pagano con la vita, ma mi risulta che vescovi barricaderi o "ribellisti", negli ultimi 50 anni non se ne siano visti da quelle parti...
Dopotutto in terra di camorra o di mafia, gli altarini a madonne e santi fioccano e testimoniano la vicinanza, almeno formale, alla chiesa di criminali e boss. E normalmente, la stima è reciproca.
Per quanto riguarda le feste patronali, basta vedere cosa succede ogni anno a Sant'Agata a Catania: la gara a far passare il cero davanti alla propria casa o bottega è sovente "vinta" dai boss locali. E tutti lo sanno.
Il vari vescovi della zona hanno avuto il prosciutto sugli occhi fino ad ora. E ora se ne vengono facendo i candidi e avallando "scioperi elettorali"...

lunedì 15 febbraio 2010

"Mafia italiana cervello"



A parte il modo di esprimersi da seconda elementare e le argomentazioni inconsistenti, non mi pare che si sia sollevato alcun vespaio per una performance del genere.
Lo stesso energumeno, invece, è stato cacciato dalla "casa" per una bestemmia.
Che alla fine Silvio gliel'abbia ceduta la rete che volevano i mafiosi?

sabato 23 giugno 2007

Il Codice Provenzano



Se non fosse così poco affascinante, il devotissimo Provenzano avrebbe un posto d'onore da Vespa accando a Dan Brown, dopo l'ultima trovata attribuitagli dai giornali : i pizzini con la Bibbia...

Il libro da cui Provenzano non si separava mai era in realtà il fulcro del codice con cui mandava i pizzini ai suoi picciotti.

Se non altro un uso costruttivo di un libro che ognuno rivolta come meglio crede...
Alcuni cercano la spiegazione scientifica dell'origine dell'universo, altri mentecatti ci vendono un codice per predire il futuro, altri ancora riescono a cavare delle norme morali da imporci da quel libro...

Insomma che male c'è se uno ci fa qualcosa di più concreto?