Non potevo far finta di niente...Ho sempre schifato le console....ma potrei avvicinarmi al gingillo di nintendo solo per questo Pontifici 4.0...
Il vero oscurantismo non consiste nell'impedire la diffusione di ciò che è vero, chiaro ed utile, ma nel mettere in circolazione ciò che è falso
libertà obbedienza sono «due cose che vanno insieme»A Benedè...ma a me sembra tanto il gioco delle tre carte...siamo alla frutta,eh?




Ma 'sta menata new age non si applica per le antenne di Radio Vaticana?
Gli steccati non esistono... Se li inventano i veterocomunisti: infatti Pannella e quella bacucca nella foto che gira col cilicio sono praticamente due gocce d'acqua.






Allora, Moggi, a Napoli è iniziato da pochi giorni il processo su ‘Calciopoli’ che La vede come imputato principale: come si sente?
“Sono finito in un polverone, una tempesta più grande di me, vivo un incubo”.
E’ la prima intervista che concede dopo l’inizio del processo: perché ha scelto proprio noi di ‘Petrus’?
“Perchè siete veramente cristiani”.
Grazie, troppo buono. Ma torniamo a ‘Calciopoli’: Lei è sospettato dai giudici di illeciti sportivi molto gravi…
“Le assicuro che sono innocente e che riuscirò a provare che l’impalcatura accusatoria è debole. Vede, non perdo la speranza: grazie a Dio, e ai miei genitori, ho ricevuto un’educazione religiosa e credo nella giustizia”.
Eppure hanno scritto e detto che Lei, l’autore del cosiddetto ‘sistema-Moggi’, si sia convertito al cattolicesimo soltanto dopo ‘Calciopoli’.
“Falso. Lei è stato giornalista sportivo e sa bene che mi sono sempre considerato e professato vicino alla Chiesa. In particolare, sono un devoto di Padre Pio. Lei stesso lo può testimoniare: dica, durante tutta la mia carriera, quante volte è stato testimone o ha saputo di miei viaggi a San Giovanni Rotondo e a Pietrelcina?”
Vero, tante…
“Sa, Padre Pio ha sempre esercitato su di me un grande fascino spirituale. Così, commettere ingiustizie sarebbe stato per me un’offesa non solo a Dio ma anche a lui”.
Approfondiamo un po’ meglio la Sua devozione per il Santo con le stimmate…
“A San Giovanni Rotondo ero quasi di casa. Ma la mia Fede non nasce e non si esaurisce solo con l’amore per Padre Pio. Vado a Messa, prego, e non mi faccio prendere più dallo sconforto ma reagisco con l’ottica cristiana, che mi sprona a sperare che la mia vicenda si risolva per il meglio. Comunque, pensi, non scherzo: qualche volta ho pregato persino Padre Pio che non dessero un rigore che non c’era in favore della Juventus per evitare che si scatenassero putiferi. Sa, conosco bene il mondo del calcio: ho vinto tanto, forse tutto, e le invidie nei miei confronti non sono mai mancate…”.
Lei è stato recentemente in pellegrinaggio anche a Lourdes…
“Verissimo. Ho partecipato ad un viaggio della Mistral, ma anche in quella circostanza i giornali sportivi, e non solo, hanno scritto una cosa falsa: io era sull’aereo dei pellegrini, non su quello del Cardinale Camillo Ruini. Casualmente, sul mio stesso volo c’era Gianni Petrucci, l’attuale presidente del Coni, ma io non lo sapevo e non ho neanche tentato di avvicinarlo per parlargli. Piuttosto, mi sono soffermato ad ammirare la Madonna: ha un effetto ammaliante in quella grotta, infonde serenità e fiducia, la stessa della quale ho bisogno e che mi incoraggia a credere con convinzione che sarò proclamato innocente, perché tale sono, e potrò così togliermi le mie soddisfazioni”.
Il Suo ragionamento non fa una piega, ma qualcuno potrebbe obiettarLe che la ricerca della vendetta non è cristiana…
“E infatti non sono alla ricerca di vendette ma di giustizia”.
Moggi, ci risulta che Lei sia stato anche in seminario per diventare sacerdote…
“Lo ammetto, ma lei come fa a saperlo?”.
Segreto professionale di vecchio cronista sportivo… Ma La prego, ci racconti di questa Sua esperienza…
“Entrai in giovane età nel seminario di Siena, ma me ne andai subito perchè capii che non avevo una vera vocazione. Fu una chiamata, ma la vita sacerdotale non era fatta per me. Però, ecco, la religione mi è rimasta nel cuore e il mio sentimento religioso è forte e saldo come allora, tanto che da uomo di sport credo che oggi la Chiesa sia un’istituzione salda sulla quale il calcio debba poter puntare e contare”.
Moggi, in conclusione: si sente ferito?
“Secondo lei come mi dovrei sentire, allegro? Le ripeto: in coscienza, non ho fatto nulla di male. Non è un caso che la gente mi apprezzi e mi voglia bene. Recentemente, anche alla presentazione del mio libro a Benevento - tanto per citare la mia ultima tappa - in molti mi hanno stretto la mano ed incoraggiato. E’ così ovunque vada. E poi, mi creda, non avrei la faccia di invocare Padre Pio se fossi in torto”.

Sabato 3 aprile ’04 ho cercato di stampare i due messaggi dati dalla Madonna di Medjugorje a Marija Pavlovic il 25 marzo e a Mirjana Dragicevic il 18 marzo 2004 per portarli al nostro gruppo di preghiera che si sarebbe riunito nel pomeriggio.
Con viva sorpresa ho scoperto che la prima stampa era completamente annerita; intuendo lo zampino del “principe di questo mondo” ho effettuato una breve preghiera, dopodiché la seconda stampa dei messaggi presentava oscurato il primo messaggio. Finalmente, dopo un’ulteriore preghiera, i due messaggi sono stati stampati regolarmente. Faccio notare che la stampante laser utilizzata ha sempre funzionato regolarmente e tuttora funziona correttamente! Solo in quell’occasione ha presentato il sulfureo fenomeno.
Giova notare che il messaggio relativo alla Croce (il primo) è stato il più odiato dal demonio per ovvie ragioni teologiche, facilmente comprensibili leggendo le preghiere in occasione del nostro gruppo di adorazione della Croce.
Una ulteriore conferma, stavolta da parte del demonio, dell’importanza della Croce nel piano salvifico e redentivo di Cristo: il vincitore di satana!






E’ innegabile che farsi sentire quando ci si sente derubati di qualche diritto è una cosa sana. Sanissima.
E dire che la scuola pubblica (quella privata, cioè cattolica, è prospera) è il ruotino di scorta del sistema-Italia, non è una cosa sbagliata. Tutt’altro.
Il problema è che, visto l’andazzo della scuola-passatempo, degli ultimi anni queste proteste rischiano ( come spesso è) di essere cavalcate da orde di adolescenti nullafacenti e svogliati che facendosi scudo delle manchevolezze della scuola, invocano una scuola che non differisce molto da un circolo di bocce.
E’ così scandaloso rimettere l’esame di riparazione? Se fatto seriamente è una cosa buona, visto l’andazzo generale di “apparare” più o meno lecitamente i debiti formativi acquisiti.
Ma in piazza ci sono nugoli di studenti che si lamentano che così devono studiare pure d’estate ( come se lo avessero fatto durante l’inverno se hanno il debito), che così non è giusto perché se poi un prof di prende di mira vieni bocciato…
Insomma, se la scuola avesse ancora valore nelle teste dei giovani italiani non sarebbero queste eventuali argomentazioni…
Invece di scendere in piazza a esigere insegnanti preparati e al passo con i tempi, che possano trasmetter loro al meglio la conoscenza e la curiosità, protestano affinchè si depotenzi ancora di più la scuola…
Invece di preoccuparsi principalmente delle condizioni pietose in cui il grosso degli atenei italiani si trova in termini di mancanza di strutture e di finanziamenti per i giovanissimi e bravissimi ricercatori che abbiamo la fortuna di avere in Italia, si preoccupano del numero chiuso…
Questa è una boutade per far rumore ma è assolutamente un nonsense.
La tesi è : no al numero chiuso perché così non c’è “libero accesso ai saperi”.
Se si vuole essere realisti, però , bisogna ammettere che il sovraffollamento delle lezioni intacca innanzitutto la qualità dell’insegnamento.Conviene che un medico che dovrà fare il chirurgo o un ingegnere che dovrà progettare un ponte, riescano a comprendere appieno quello che andranno a fare.
E questo se ci sono 2000 studenti in un aula, stipati come in un carro bestiame, diventa complicato.
Quindi il numero chiuso, per alcune facoltà “delicate”, ben venga.
Certamente i meccanismi di selezione non sono quegli insulsi test di ingresso ( che ingrassano soltanto le università e i produttori dei manualetti per i test), ma non c’è nulla di scandaloso nel perseguire l’eccellenza.
Basterebbe invertire la logica dei test d’ingresso : non più un numero fissato di posti, ma un livello di conoscenza di base prestabilito. Chi raggiunge un certo punteggio può essere ammesso. Questo però richiede impegno e rigore per garantire ad un numero di studenti, variabile di anno in anno, una didattica decente. Ed evidentemente questo impegno le università non vogliono mettercelo…
E così si continua con i test-manfrina, con domandine insulse e magheggi di raccomadati…
Perlomeno così a Striscia sanno di cosa parlare....


“La vera notizia del video di Osama bin Laden non sta nel fatto che mi ha citato ma nell’interessante similitudine fra le sue parole e il discorso fatto dal Papa in Austria”. E’ tagliente il commento di Noam Chomsky, linguista del Mit e portabandiera della sinistra radicale in America, all’eco suscitata dalla lode riservatagli da Bin Laden, che lo ha definito «uno dei più capaci fra quelli che stanno dalla vostra parte» per via delle tesi anticapitaliste esposte nel libro «Hegemony or Survival», già oggetto dei complimenti del presidente venezuelano Hugo Chavez. […]
da un lato il leader di Al Qaeda ha difeso il modello fondamentalista islamico di società su temi come le tasse e i mutui mentre dall’altro il Papa ha fatto altrettanto con il modello cattolico rilanciando l’ostilità assoluta della Chiesa nei confronti del diritto di praticare l’aborto. La «similitudine» fra le parole di Bin Laden e del Papa porta Chomsky a puntare l’indice nei confronti delle diverse minacce che pesano sull’esercizio delle libertà personali, provenienti da parte chi intende imporre al prossimo forme diverse di assoluta intransigenza. «Osama dice all’Occidente che o accetterà la vera fede o sarà distrutto - riassume Chomsky - e Papa Benedetto dice all’Europa che o accetterà la vera fede o sarà distrutta». A molti può apparire una tesi irriverente al punto da essere blasfema. Ma anche questo è Chomsky.


Non che mi aspettassi che al Meeting di Rimini si parlasse diversamente da come parlano gli ayatollah in Iran, però qua siamo nel ridicolo già da un pezzo...





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